cronaca di un giorno molto particolare

Niscemi, istituto Leonardo Da Vinci

Niscemi, istituto Leonardo Da Vinci

Il viaggio dell’Anfora comincia da Niscemi, il paese di Lorena Cultraro, la quattordicenne violentata e uccisa dai compagni di scuola. Si concluderà il 25 novembre del 2009 a Brescia dove abitava Hina, la ragazza di origine pachistana uccisa dai suoi familiari perché voleva vivere secondo lo stile occidentale.

Cronaca di un giorno molto particolare di Enza Miceli

Fino alla Staffetta non sapevo neanche dove fosse Niscemi. O meglio, prima dell’orribile morte di Lorena…Ora questo autobus me la fa trovare davanti, quasi all’improvviso, un gruppo di case aggrappate su un cucuzzolo. Case e strade. Infine, la Scuola. Penso sempre a Lorena, non riesco a fare altro. Me la immagino camminare per quelle strade, andare a scuola, parlare con i coetanei. E poi… ho davanti il suo sguardo, quello ripetuto in mille e mille foto su tanti giornali.

Niscemi, comincia un lungo viaggio per dire che Lorena, Hina, Aisha e tante altre siamo noi. Sono le 9 di martedì 25 novembre 2008, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e inizia la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne.

L’Istituto Leonardo da Vinci, la scuola di Lorena, è quasi già preso d’assedio.
Ci sono già tante donne arrivate con i bus. Vedo sventolare le bandiere dell’Udi.
E giornalisti, tv, con tutto l’arredo al seguito.
E naturalmente ragazze, ragazzi. Molti di loro hanno facce stupite e incuriosite.
Subito mi trovo vicino due ragazzine. Inizio a parlare quasi di corsa, alcune non hanno capito bene cosa sta succedendo, cosa succederà. Dico che saranno testimoni di un evento nazionale e che in quello stesso giorno, in Italia tante donne sono idealmente con noi. Parlo e cammino. Cammino e parlo. Con chi mi è accanto e con chi ci viene incontro.

Inizia la cerimonia. La sala è stata preparata con cura. Fiori, grande schermo. E tante tante donne.
L’Anfora viene posta sul tavolo, al centro. Apre il vicepreside che ha letto tutto, ma dico tutto quello che c’era da leggere sul sito dell’Udi. Poi, Pina con le sue parole pacate e decise.Femminicidio. Violenza sessuata. Parole mai sentite prima, risuonano nel silenzio e nell’attenzione assoluta di una sala gremita, molti i posti in piedi.
“E’ arrivato il tempo di prendere in mano le nostre vite, per questo, io che appartengo alla generazione che ha lottato per conquistare nuovi diritti e per ottenere nuove leggi, passo simbolicamente la nostra testimone e consegno l’Anfora ad altre generazioni di donne, a Fabiola Pala ed Enza Miceli, che a loro volta la passeranno a due donne dell’Udi di Niscemi.”
Dire che sono emozionata è dire poco a questo punto. Mi sembrano secondi e mi sembrano secoli. In un momento di fortissima intensità Fabiola e io passiamo l’Anfora a Laura e a Valeria e insieme diamo voce alle parole che Adrienne Rich ha scritto più di trent’anni fa.

Segue un dibattito ugualmente intenso e attento. Certo, e non mi meraviglia, le studenti non si espongono apertamente, affidano i propri pensieri ai biglietti che mettono timidamente nell’Anfora. Questo è il momento che mi è rimasto dentro più di tutti, il gesto di queste giovani donne. Un preludio, una speranza: dare voce a chi non ha ancora avuto il coraggio e la forza di farlo a viso scoperto. Per questo oggi siamo qui. Per questo domani e per un anno andremo nei più piccoli paesi con la nostra Anfora. Per questo. Se, come a Niscemi, ci saranno anche le tv ad attenderci, noi saremo contente, ma il nostro primo sguardo è per le donne, per ogni donna che ci verrà incontro, anche fosse soltanto per chiederci: ma che sta succedendo? LEGGI TUTTO

Tutto sulla partenza della Staffetta da Niscemi

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