la politica al di là dei partiti

Articolo pubblicato sulla rivista Adista n. 27, Marzo 2010, nella rubrica “Mi sta a cuore”

Da dieci anni, da quando rappresento l’Udi a livello nazionale, sono sollecitata a prendere posizione, rilasciare dichiarazioni, aderire a manifestazioni o petizioni, soprattutto in prossimità di una campagna elettorale. Ogni volta mi tocca ribadire un fatto che a me pare lampante: l’Udi non si schiera con nessun partito o parte politica poiché le questioni poste dalle donne che consapevolmente si organizzano attraversano tutta la nostra società e noi non vogliamo escludere nessuna donna dalla nostra iniziativa politica. Non essere di parte non significa che noi non facciamo politica, tutt’altro. Significa che noi non la deleghiamo ai partiti.

E significa tanto altro che viene mortificato ogni volta che devo dire – “ no non ci sto” – perché il femminismo è stato per ognuna di noi che l’ha vissuto molto più di un movimento politico, è stato il grande respiro dentro cui siamo cresciute tutte. E questi trenta anni che abbiamo alle spalle, fanno di tutte noi – a prescindere dagli schieramenti politici o dalle appartenenze – donne che hanno incontrato la libertà femminile, donne capaci di fare leva proprio su di essa per imporre un protagonismo che prima non eravamo in grado di immaginare.
Quella voglia di esserci, di prendere in mano la nostra vita, diede un nuovo impulso alle lotte di emancipazione scardinando discriminazioni giuridiche e ritardi culturali.
Abbiamo condiviso una passione che ha contagiato anche quelle che cominciano un discorso dicendo “ non sono femminista ma”, e che pure insieme a noi hanno imposto agli uomini – ai padri ai mariti ai figli – un modo diverso di stare al mondo e di relazionarsi con le donne.

Sappiamo che tutto ciò non è avvenuto senza dolore, per questo siamo state e siamo anche ammazzate e stuprate per questo, siamo state e siamo spesso ricattate o ridicolizzate, ma indietro non si torna. E lo sanno anche gli uomini. Uomini che sanno anche che relazioni tra donne non sono più solo funzionali alla sopravvivenza nel patriarcato, ma relazioni di soggetti adulti che condividono progetti, pezzi di vita, passioni e conflitti. Donne che si riconoscono e che non hanno bisogno di prendere posizione, rilasciare dichiarazioni, aderire per esistere, perché quando una donna comincia a guardarsi con i propri occhi e a pensarsi con la propria testa non smette più. Fare questo è certamente una fatica, ma si alleggerisce quando altre la fanno insieme a noi. Questo mi sta a cuore, molto a cuore.

Pina Nuzzo

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