Gianna Solmi

http://www.ideapianoro.org/Giornale/2008/01/1174.htm

Il 29 novembre 2007 sono state consegnate al Senato 120.000 firme per la proposta di legge di iniziativa popolare: “Norme di Democrazia Paritaria per le Assemblee elettive”. L’iniziativa è nata dalla mente e dal cuore delle donne dell’UDI, che con questo atto chiedono l’applicazione dell’articolo 51 della Costituzione che al primo comma recita: “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici ed alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”; questo articolo attende di essere applicato dal 1948. Sara Colombazzi ed io siamo andate  a Roma come rappresentanti dell’UDI di Bologna, un’esperienza storica ed animata da tanti sentimenti, come quello dell’orgoglio per aver contribuito alla raccolta delle firme e quello di poter aiutare le altre donne e la società. Arrivate alla sede dell’Udi abbiamo subito voluto vedere i pacchi che raccoglievano le schede delle firme, erano 39 e pesantissimi. Pian piano arrivavano donne che provenivano da città e regioni diverse, le espressioni del loro viso esprimevano la cordialità dell’incontro, la serietà per l’importanza del momento e la vivacità del “gioco” che ci aspettava: tutte in fila per le strade della città eterna con un pacco sulle braccia in bilico con l’ombrello che avrebbe tentato di ripararci dalla pioggia. Capeggiate da Pina Nuzzo (rappresentante legale dell’Udi Nazionale, ma anche artista affermata, donna con animo profondo, creativo ed audace) e da Milena Carone, relatrice della proposta, abbiamo condotto i nostri pacchi alla meta.

Il pacco che avevo sulle braccia, mi pareva uno scrigno pieno di tesori, erano le firme di chi aveva creduto e voluto questa proposta di legge.

L’obiettivo della campagna è la promozione e il riconoscimento della presenza paritaria di entrambi i sessi in ogni luogo decisionale, quale presupposto e condizione di democrazia compiuta. Il nostro paese è giunto alla democrazia affermando diritti universali per tutte e tutti solo nella sua Carta Costituzionale del 1948.In questi 60 anni di storia, costume e pratiche politiche, a partire dal suffragio universale compiuto del 1946, la valenza dell’articolo 51 si è ancor più evidenziata, chiarendo il legame non più formale tra concetti giuridici e politici quali uguaglianza, cittadinanza e democrazia.

Le istituzioni devono prendere atto che ad ogni livello la presenza femminile è presupposto e indice di progresso e democrazia compiuti, oltre che un effettivo benessere e civile convivenza.

Sara con la sua macchina fotografica ha immortalato l’evento in tutto il suo divenire, la catasta dei pacchi sui tavoli dell’Udi, le espressioni delle donne, il corteo nelle strade, la consegna dei documenti in Senato e la firma del relativo verbale, l’incontro con la parlamentare Vittoria Franco, con il senatore Armando Cossutta che con altri sostengono la nostra proposta di legge.

Per una proposta di iniziativa popolare occorrono un minimo di 50.000 firme, in pochi mesi ne abbiamo raccolte 120.740 tutte convalidate nei comuni di residenza.

Ora attendiamo che siano verificate e che la proposta di legge segua il suo iter parlamentare.

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