Modena

Staffetta a Modena  18-24 maggio 2009

Vado a ritroso: domenica 24 maggio, giorno della partenza dell’anfora da Modena alla volta di Reggio Emilia, l’abbiamo portata in tre, Angela, Alessandra ed io, alle donne di Reggio. Lì ci ha raggiunte anche Daniela. Avremmo dovuto arrivare in treno (dieci minuti da stazione a stazione) e poi il luogo dell’accoglienza vicinissimo. Invece no. La stazione di Bologna ha deciso di cambiare il suo cervellone proprio nella notte fra sabato e domenica, azzeramento treni, andiamo in macchina. Appuntamento al casello con Massimilla e altre donne, 52 gradi all’ombra, poi giro panoramico per svincoli e superstrade, ed ecco Reggio (c’è ancora! in mezzo agli svincoli e alle rotonde!) e  depositiamo l’anfora in mezzo a donne che ci aspettano. Angela e Alessandra dicono sei o sette parole emozionate, delle quali almeno cinque significano “ci dispiace lasciarla! “, qualche donna presente non lo dice, ma pensa “mollate l’anfora! ora è a Reggio e starà benissimo”. D’altra parte anche Liviana, quando lunedì 18 maggio,  insieme ad altre due  donne, aveva portato l’anfora da Ferrara a Modena, nel  porgerci i saluti  aveva iniziato con tre o quattro “ci dispiace tanto”.

Il giorno prima, sabato 23, era stata una giornata per certi versi eccezionale. A parte i soliti 52 gradi all’ombra, come ultimo giorno di permanenza della staffetta avevamo dato “fuoco alle polveri”. C’era anche Pina Nuzzo, e al mattino, nell’istituto d’arte Venturi, dove, nel cortile interno, assolato (!!!)  solo l’anfora era stata ospitata su un tavolinetto, mentre tutti erano o in piedi o per terra (però era bellissimo!), Pina ha parlato di lei, dell’anfora, delle sue linee curve, dei suoi “segni”, dei suoi simboli. L’associazione Differenza maternità, con Serena e le due Angele hanno guidato il dibattito con le ragazze ed i ragazzi.

Al pomeriggio la festa in p.zza Grande. Non ci siamo fatte mancare niente, neppure i 62 gradi all’ombra. Dalla via Emilia, arriva in p.zza il coro Gospel: vestiti bellissimi, coloratissimi, tromba, tamburi: in testa Pina, Rosanna e le altre. Un ingresso trionfale. Sul palco sta già suonando a tutto volume il gruppo Mama Quila Projet, tre ragazze di Modena, bravissime. L’anfora, sorvegliata a vista, assiste dal suo solito tavolo,  impreziosito da drappi. Il Duomo, a causa dell’orario, getta ancora solo una piccola striscia d’ombra sulla piazza, lì si stringono i presenti. L’ombra si allarga e tutte/i ci  sistemiamo più comodamente, ma il palco sarà al sole fino a sera. Si alternano voci e canti. Parla Pina, parla Vincenza Rando, l’avvocata della famiglia di Lorena, parla Rosanna, parlano alcune giovani donne. Le donne che per l’8 marzo hanno presentato a Modena, nel corso del VDay, i Monologhi della vagina, si alternano al microfono, leggendo brani che il pubblico ascolta in silenzio. Poi ancora musica: le Pivare emiliane, Les Chemins des Femms, il coro misto delle donne migranti,  e infine il gruppo leccese Triace, bravissime, entusiasmante, trascinante. Ovviamente a Modena nessuno balla la pizzica … invece dal pubblico, spuntano un ragazzo e una ragazza, che ballano, vengono invitati al centro dello spazio, sono talmente bravi… una magia. Le Triace ancora cantano, suonano, le ombre si allungano, la giornata è finita.

Tanto quanto attorno all’anfora ci siamo “agitate” al sabato,  il giorno prima,  venerdì 22, in un Convegno sulle radici culturali della violenza, alla Facoltà di Lettere, fermissime per alcune ore. Cinque relatrici, il pubblico attento che non va via, dalle 9 alle 13, si ferma per il dibattito, anche il preside è ancora lì, come l’anfora, come tutte noi.

Al pomeriggio portiamo l’anfora alla CNA, è già pronto il tavolino drappeggiato, c’è la Presidente che ci accoglie, ci sono le ragazze dell’UDI che portano il dono, si parla del lavoro delle donne, della violenza della precarietà.

Subito dopo alla CGIL per un incontro con i coordinamenti donne di CGIL, UIL, UILP, SPI-CGIL sindacati e con le donne della Lega delle cooperative. C’è l’aria condizionata e insieme con una psicologa parliamo di violenza. Che cosa è, che modi ha, come definirla. Si parte da alcune parole, ma poi corrono giù frasi, pensieri, ricordi, qualche brutta esperienza che fa ancora male. Tanti biglietti nell’anfora, tante sensazioni nel cuore e nella mente.

Il giorno prima, giovedì 21, riavuta l’anfora dalle donne di Carpi a cui l’avevamo portata lunedì sera, al mattino: due scuole, e al pomeriggio: due luoghi di lavoro.

All’istituto psico-pedagogico Sigonio e all’istituto scolastico superiore Selmi è stato proiettato il DVD fatto  in preparazione dell’arrivo della staffetta. Testimonianze, interviste. Su questo si è discusso alla presenza di studenti ed insegnanti. Questi incontri sono stati condotti dalle associazioni femminili (Centro documentazione donna, Casa delle donne contro la violenza, Donne nel mondo) che hanno aderito alla staffetta. Ho ritrovato in tutti resoconti fatti sulla staffetta l’importanza, vissuta, percepita e dichiarata di questi incontri con le scuole. Non aggiungo parole, ma a parte i biglietti nell’anfora, le voci dei ragazzi e delle ragazze, le loro domande dirette è come se fossero rimaste  anch’esse dentro.

Nel primo pomeriggio (forse 70 gradi percepiti, naturalmente) l’anfora è stata invitata a prendere il Tè in un agriturismo appena fuori città. Qui abbiamo parlato con le proprietarie, con le donne di Donne in Campo e con donne rappresentanti della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori-Modena).  L’anfora ha ascoltato le idee, i progetti di queste donne che vivono sulla terra, che vogliono continuare a viverci. C’era anche una gatta sdraiata sul tavolino (però non quello dell’anfora), siamo rimaste quasi due ore  sedute in circolo a parlare, raccontare. Ci sarà un seguito, dobbiamo fare qualche cosa insieme.

E dopo il tè, alle 17,30 alla Camera di Commercio, per  l’incontro con le imprenditrici. Al centro sempre lei, l’anfora,  ancora quei dati della consigliera di parità sulle difficoltà delle donne che fanno un figlio. Molte, troppe non tornano a  lavorare. Anche questa è violenza.

Mercoledì 20 e martedì 19 l’anfora è rimasta a Carpi, ma lunedì 18, il giorno dell’arrivo a Modena  è stato memorabile.  Arrivano le donne di Ferrara, alla stazione, temperatura avviata ai record che poi avrà in settimana, c’è il passaggio dell’anfora alle donne di Modena, le raccomandazioni, gli auguri. Grazie Ferrara!  In stazione sindaco, un gruppo di assessore, un bel gruppo di donne e, a festeggiare l’arrivo e per farlo sapere a tutti, c’è anche il coro Gospel che, come tutti sanno non passa inosservato.  Fra canti, danze, sventolio di bandiere, trombe e tamburi, l’anfora si avvia verso la Facoltà di Economia Marco Biagi. Nel cortile interno della Facoltà viene accolta dal Preside, da un gruppo di docenti, studenti e personale tecnico. Dopo alcuni interventi di docenti e studenti della Facoltà, quattro, fra docenti e personale, si alternano al microfono per leggere i nomi delle donne uccise dal 2008 ad oggi. Attorno è silenzio, forse qualcuno non riesce a crederci.

Ancora tamburi, trombe e canti, si riprende il percorso fino alla sede del Comune e poi a quella della Provincia. Di nuovo Sindaco, assessori e Presidente scendono in strada per salutare l’anfora. Alle 18 in stazione per portarla alle donne di Carpi. Ma tornerà.

Laura Piretti

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