Ravenna

Con la consegna dell’Anfora alle donne di Ferrara, si è conclusa la tappa a Ravenna della Staffetta di donne contro la violenza sulle donne che ha attraversato dal 9 al 13 maggio la nostra provincia. E’ stato un passaggio importante, ricco di avvenimenti significativi e partecipati, che ha lasciato un segno concreto e politico tra noi donne impegnate nella provincia di Ravenna. Vogliamo per questo ringraziare tutte le donne, le associazioni femminili e femministe, i centri antiviolenza che hanno aderito e prendere un impegno: fare tesoro di quanto è avvenuto per continuare a coltivare la relazione tra di noi.

L’Anfora è arrivata alla stazione di Ravenna accolta da Alessandra Bagnara, presidente di Linea Rosa di Ravenna e della rete nazionale dei Centri antiviolenza Dire e da Lea Bendandi, staffetta partigiana.

Dopo una breve sosta alla stazione, dove ha parlato Angela Arfilli dell’Udi di Ravenna e dove si è svolta la performance di danza “Captiva” interpretata da Barbara Zanoni, il lungo corteo delle donne della Staffetta con i loro striscioni, le pettorine, le bandiere per dire “Stop al femminicidio” si è avviato lungo Viale Farini e Via Diaz per fare sosta in Piazza del Popolo. Qui sono intervenute Gabriella Dionigi delle donne Cgil e Giovanna Piaia, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna.
Dopo le letture di Barbara e Sandra e il concerto eseguito da Cecilia, Maria Chiara e Veronica dell’Istituto Verdi di Ravenna, l’Anfora è passata nelle mani dell’Assessora Piaia e di Valentina Pezzi studentessa del Liceo Artistico.

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Il corteo è ripartito poi da via Cavour con il passaggio dell’Anfora nella mani di Luisa Randi dell’Udi e di Smret, una giovane eritrea e ha raggiunto la Piazzetta Ragazzini dove è stata inaugurata una scultura “in ricordo delle donne vittime della violenza maschile”, realizzata dal Liceo Artistico P.L.Nervi e Istituto d’Arte per il Mosaico G.Serverini di Ravenna e inaugurata da Pina Nuzzo, responsabile dell’Udi Nazionale. Qui hanno parlato Lia Randi dell’Udi di Ravenna, Nadia Simoni, Assessora alle Pari opportunità della Provincia, Giannantonio Mingozzi Vice Sindaco di Ravenna, Giulio Saiani, il padre di Dalia uccisa a Capoverde nel 2006. Il Prof. Marcello Landi , Dirigente scolastico dei due istituti ha illustrato le caratteristiche della scultura, una rielaborazione del Pancratium Marittimum, un fiore presente nei mosaici delle basiliche ravennati.
In conclusione le ragazze del Quartetto Nannerl Valeria, Beatrice, Federica e Veronica hanno eseguito musiche di Mozart e di Gardel.

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La staffetta domenica mattina si è spostata, con un corteo di donne in bicicletta, a Porto Fuori, una località vicino a Ravenna.
Qui, nel bel parco 8 marzo, l’Anfora è stata accolta da due donne del Comitato 8 marzo, alla presenza di numerose donne e cittadini del paese. Dopo alcuni interventi e letture di testi contro la violenza, si è esibito un gruppo rumeno-moldavo.

Il lunedì mattina nell’aula magna dell’istituto tecnico per geometri, si è svolto un incontro con le studentesse e gli studenti di diverse scuole della città. Dopo l’introduzione di Renza Bartolotti dell’Udi e gli interventi di Alessandra Bagnara e di Giovanna Piaia, i ragazzi e le ragazze presenti, più di 150, hanno assistito alle proiezioni di alcuni video sulla violenza alle donne realizzati da loro compagni del Liceo Classico e dell’istituto tecnico di Ravenna.
In conclusione, l’intervento molto coinvolgente di Sefi Idem, campionessa olimpionica.
Martedì 12 maggio la staffetta è partita alla volta di Faenza, Lugo ed Alfonsine.
L’Anfora si è riempita di decine e decine di messaggi lasciati dalle donne e da molte ragazze delle scuole. Nessun resoconto, per quanto dettagliato, può trasmettere il senso di quanto è avvenuto nella nostra città e nelle altre località toccate dalla staffetta.
Ciascuna di noi, sia che abbia lavorato all’organizzazione della Staffetta, sia che abbia semplicemente partecipato alle iniziative, ha sentito dentro di sé la forza di ciò che stavamo facendo, l’importanza della nostra denuncia e il suo significato dirompente anche rispetto alle forme usuali attraverso cui si manifesta la politica attuale (e non solo quella speculativa e strumentale). Noi donne siamo riuscite ad esprimere con le nostre parole e le modalità delle manifestazioni cui abbiamo dato vita, il vero intento che ci ha mosse promuovendo la staffetta: darci forza, in tante, per riprenderci i nostri spazi e dare voce non solo e non tanto al disagio che proviamo in questi momenti così oscuri e opachi, quanto alla nostra volontà di esserci e di contare per quello che siamo: donne che vogliono il loro posto nel mondo, non per scambio ma per diritto, ovunque e ovunque si decide.

Udi Ravenna

Depliant Ravenna

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